OurCarbon® Biochar: Una drastica riduzione del carbonio incorporato
OurCarbon® biochar sostituisce una parte degli aggregati fini nei mix di calcestruzzo standard, fissando il carbonio nel patrimonio edilizio per generazioni
OurCarbon® biochar sostituisce una parte degli aggregati fini nei mix di calcestruzzo standard, fissando il carbonio nel patrimonio edilizio per generazioni. Derivato da biosolidi, un flusso di rifiuti recuperabile dal trattamento delle acque reflue, è certificato EPD e collaudato in getti commerciali.
Il problema.
L'ambiente costruito ha un impatto ambientale rilevante, rappresentando circa il 39% delle emissioni globali di carbonio legate all'energia. Il settore delle costruzioni è sempre più sotto pressione da parte di enti regolatori, governi e consumatori per ridurre le proprie emissioni e il proprio impatto ambientale — il tutto senza aumentare i costi o compromettere sicurezza e durabilità.
Per decenni, gli sforzi di sostenibilità del settore si sono concentrati sull'energia operativa, ma man mano che gli edifici diventano più efficienti dal punto di vista energetico, il carbonio incorporato — le emissioni "bloccate" nei materiali prima ancora che un edificio apra le sue porte — sta diventando la quota dominante del suo impatto emissivo. Negli edifici nuovi e altamente efficienti, il carbonio incorporato può rappresentare quasi la metà delle emissioni nell'intero ciclo di vita. Secondo il World Green Building Council, il carbonio incorporato sarà responsabile della metà dell'impronta di carbonio di tutte le nuove costruzioni da oggi al 2050.
Il quadro normativo si sta adattando a questa nuova realtà. La Federal Buy Clean Initiative, i crediti sui materiali di LEED, il Buy Clean California Act e un numero crescente di politiche di approvvigionamento municipali e istituzionali richiedono o incoraggiano ora le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) per i materiali strutturali. Diverse giurisdizioni si stanno muovendo verso limiti al carbonio incorporato nei codici edilizi. Gli obiettivi volontari di riduzione del carbonio incorporato stanno diventando prassi standard per grandi sviluppatori, istituzioni e studi di architettura.
L'opportunità.
In questo contesto, il calcestruzzo rappresenta sia il problema più grande sia la più grande opportunità. La produzione di calcestruzzo rappresenta circa l'8% delle emissioni globali. Sebbene il cemento generi la stragrande maggioranza delle emissioni del calcestruzzo, si tratta di un settore davvero difficile da decarbonizzare. I progressi nella decarbonizzazione del cemento ci sono, ma sono lenti e ad alta intensità di capitale. La sostituzione degli aggregati, invece, offre una leva immediatamente accessibile: sebbene le emissioni legate agli aggregati siano modeste rispetto a quelle del cemento, il loro ruolo strutturale li rende ideali per lo stoccaggio del carbonio. Un materiale in grado di sostituire l'aggregato pur avendo un'impronta di carbonio negativa trasforma efficacemente un ingrediente netto-emissivo in un asset, riducendo il carbonio incorporato complessivo del mix senza interferire con la chimica del cemento, la progettazione strutturale o il processo costruttivo. Questa sostituzione può avvenire senza modifiche al modo in cui il calcestruzzo viene dosato, versato, rifinito o specificato.
La portata dell'opportunità è significativa. Un'analisi RMI del 2025 ha rilevato che la sostituzione con alternative bio-based nelle nuove costruzioni residenziali statunitensi può ottenere una riduzione media del 107% del carbonio incorporato netto rispetto alla costruzione tradizionale. La sola sostituzione degli aggregati ha contribuito per quasi il 10,5% del potenziale totale di stoccaggio. Su scala, considerando circa 1,9 miliardi di piedi quadrati di nuove costruzioni residenziali negli USA, si potrebbero ottenere 27,7 milioni di tonnellate metriche di CO₂e stoccate annualmente. Analogamente, un altro studio condotto da ricercatori dell'Università della California, Davis, ha rilevato che sostituire completamente i materiali edilizi convenzionali con alternative in grado di immagazzinare CO2 nelle nuove infrastrutture potrebbe stoccare 16,6 ± 2,8 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno — circa il 50% delle emissioni antropiche di CO2 del 2021. È importante notare che la maggior parte di questo stoccaggio (11,5 ± 1 Gt di CO2) proviene dagli aggregati utilizzati nel calcestruzzo e nell'asfalto per pavimentazioni. Questa grande capacità di fissazione del carbonio deriva dall'ampia massa di aggregati utilizzata in questi materiali, che supera di tre volte quella degli altri materiali.
OurCarbon®: la soluzione unica di Bioforcetech.
OurCarbon® è prodotto attraverso una tecnologia di conversione della biomassa unica nel suo genere, che utilizza batteri per essiccare i fanghi di depurazione umidi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue (WWTP), per poi convertire termicamente l'organico essiccato in biochar attraverso un sistema di piro-idrolisi ibrida avanzata e proprietaria. Questo biochar presenta proprietà fisico-chimiche uniche che ne consentono l'impiego in diverse applicazioni industriali, inclusa la sostituzione dell'aggregato nel calcestruzzo. Le LCA (analisi del ciclo di vita) e le EPD di OurCarbon®, verificate da terze parti, confermano nello specifico un GWP superiore a -1 tonnellata di CO2e/tonnellata.
L'aggregato di biochar è uno dei pochi prodotti, nell'analisi di RMI, dotato di una EPD già verificata da terze parti — non si tratta quindi di un materiale futuro e speculativo, ma di un materiale che può essere specificato e contabilizzato oggi stesso nelle LCA dell'intero edificio. Le sue proprietà fisiche — granulometria, densità e distribuzione granulometrica — sono compatibili con la sostituzione dell'aggregato fine nei mix di calcestruzzo standard.
OurCarbon® è stato testato e impiegato in numerosi getti di calcestruzzo commerciali, dalla Bay Area alla East Coast. I mix che incorporano OurCarbon® come sostituto dell'aggregato fine hanno dimostrato un Indice di Attività di Resistenza (SAI) del 93,4% nei test di laboratorio standard, confermando prestazioni strutturali entro i limiti accettabili per le applicazioni standard. In un caso studio presso un campus scolastico a Oakland, California, i mix di calcestruzzo contenenti OurCarbon® hanno ottenuto una riduzione del GWP del 12-16,6%, con 76,5 libbre di CO2 stoccate per iarda cubica. Altri progetti pilota hanno spinto i dosaggi oltre le 200 libbre per iarda cubica, ottenendo riduzioni ancora maggiori. Questi risultati riflettono prestazioni reali su una gamma di progettazioni di mix e tipologie di progetto, convalidando OurCarbon® come materiale pronto per essere specificato nei progetti che puntano a ridurre il carbonio incorporato.
In un settore in cui le soluzioni di decarbonizzazione sono state spesso costose, lente da adottare o subordinate a tecnologie future, la sostituzione dell'aggregato con il biochar OurCarbon® offre qualcosa di raro: un intervento a impatto neutro sulle prestazioni, disponibile fin da subito.
Per specifiche tecniche, indicazioni sulla progettazione dei mix, documentazione EPD o per discutere dell'approvvigionamento, contattare Bioforcetech all'indirizzo info@bioforcetech.com.
Chi è Bioforcetech
Bioforcetech è un'azienda innovativa con sede negli Stati Uniti, specializzata nella gestione dei biosolidi, che trasforma i residui delle acque reflue municipali in materiali carbon-negative. Fondata nel 2012 e con sede a South San Francisco, California, l'azienda gestisce oltre 40 unità installate in 17 siti tra Stati Uniti e Italia, incluso l'unico sistema di pirolisi dei biosolidi su scala reale attualmente operativo in Nord America. La sua tecnologia brevettata combina l'essiccazione biologica con la pirolisi avanzata per convertire i biosolidi in OurCarbon®, un biochar sostenibile utilizzato in mix di calcestruzzo, inchiostri, polimeri e altre applicazioni industriali. Il processo riduce anche i PFAS — i cosiddetti "forever chemicals" — nei biosolidi fino a livelli non rilevabili, affrontando una delle sfide di contaminazione più pressanti del settore delle acque reflue. Visita www.bioforcetech.com.
L'impianto di punta di BFT presso Silicon Valley Clean Water, a Redwood City, California, è autorizzato dal Bay Area Air Quality Management District, uno degli enti di regolamentazione dell'aria più severi degli Stati Uniti. Nel 2020, uno studio condotto dall'Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense (EPA) ha confermato che il processo gestito da BFT riduce i PFAS nei biosolidi a livelli non rilevabili nel biochar risultante. Test più recenti condotti da terze parti da Brown and Caldwell presso Silicon Valley Clean Water hanno confermato una rimozione del PFAS pari al 99,98% nell'intero sistema commerciale, comprendente il BioDryer BFT e il Sistema di Pirolisi SigmaOne BFT.
Chi è OurCarbon
Devia i rifiuti. Fissa il carbonio. Cambia l'industria.
OurCarbon® è un materiale carbon-negative creato da rifiuti organici che altrimenti contribuirebbero a un danno ambientale. Un marchio di Bioforcetech, OurCarbon è prodotto attraverso la tecnologia di essiccazione biologica e pirolisi avanzata di BFT, che trasforma i rifiuti in carbonio fisso e stabile, bloccato per secoli. Verificato tramite una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) di terze parti, ogni tonnellata di OurCarbon sequestra 1,02 tonnellate di CO2e ed evita fino a 24 tonnellate di CO2 rispetto allo smaltimento in discarica. OurCarbon viene utilizzato per produrre calcestruzzo strutturale a basse emissioni di carbonio e per sostituire i pigmenti neri a base di petrolio in inchiostri, rivestimenti, polimeri, vernici e coloranti per tessuti. Partendo dai biosolidi municipali, OurCarbon si sta espandendo anche ad altri flussi di rifiuti organici. Visita www.ourcarbon.co



